In breve, per i pazienti
Il tumore della prostata è il tumore più frequente nell'uomo, ma in molti casi cresce lentamente. Le linee guida più recenti puntano a diagnosticare le forme aggressive e a non trattare in eccesso quelle poco pericolose.
- PSA: il controllo va deciso insieme al medico; si consiglia di iniziare a 50 anni, a 45 se ci sono casi in famiglia o per origine africana, a 40 in caso di mutazione BRCA2.
- Se il PSA è alterato, prima della biopsia si esegue oggi una risonanza magnetica multiparametrica: in alcuni casi permette di evitare la biopsia.
- La biopsia preferita è quella transperineale, che riduce il rischio di infezioni.
- Per i tumori a basso rischio la scelta raccomandata è la sorveglianza attiva: controlli regolari, con trattamento solo se la malattia cambia.
- Per i tumori a rischio intermedio o alto le opzioni principali sono la prostatectomia radicale e la radioterapia (spesso associata a terapia ormonale), da scegliere caso per caso.
- L'HIFU (ultrasuoni focalizzati) e le altre terapie focali hanno pochi effetti collaterali; per le linee guida europee e americane vanno ancora proposte nell'ambito di studi clinici o registri, mentre in Francia sono già un'opzione per casi selezionati a rischio intermedio (vedi il riquadro dedicato).
- Nella malattia avanzata le nuove terapie combinate (ormonoterapia con farmaci di nuova generazione, a volte con chemioterapia) hanno migliorato in modo significativo la sopravvivenza.
Per i colleghi – EAU-EANM-ESTRO-ESUR-ISUP-SIOG 2026
Diagnosi precoce
- Screening individualizzato in uomini informati con aspettativa di vita ≥ 15 anni debole; PSA dai 50 anni, dai 45 con familiarità o origine africana, dai 40 se BRCA2 forte.
- Intervallo di ripetizione in base al PSA basale (es. PSA < 1 ng/mL a 40 anni o < 2 ng/mL a 60 anni: controllo dilazionabile fino a 8 anni) debole.
- PSA 3–10 ng/mL: ripetere il dosaggio debole; PSA 3–20 ng/mL: RM prostatica forte oppure calcolatore di rischio/biomarcatore debole per decidere la biopsia. Nuova tabella 2026 dei calcolatori validati.
- RM pre-biopsia forte; biopsia mirata + perilesionale se PI-RADS ≥ 4 debole. Biopsia omettibile con PI-RADS ≤ 2 e PSAD < 0,20, o PI-RADS 3 e PSAD < 0,10, in assenza di familiarità debole.
- Biopsia transperineale come via preferita forte; senza fattori di rischio infettivo la profilassi antibiotica può essere omessa debole.
- Test genetico germinale in caso di familiarità significativa o mutazioni note (consulenza genetica obbligatoria).
Gruppi di rischio EAU 2026
| Gruppo | Criteri |
|---|---|
| Basso | ISUP GG1, PSA < 10 ng/mL, cT1–2 |
| Intermedio favorevole | GG2 con PSA < 10, oppure GG1 con PSA 10–20 (cT1–2) |
| Intermedio sfavorevole | GG2 con PSA 10–20, oppure GG3 (cT1–2) |
| Alto | GG4–5 oppure PSA > 20 ng/mL |
| Localmente avanzato | cT3–4 e/o cN+ |
Sorveglianza attiva
- Standard per tutti i basso rischio e per intermedi favorevoli selezionati forte (GG2, PSA < 10, ≤ cT2a, ≤ 3 core GG2 con ≤ 50% di coinvolgimento, basso carico alla RM debole); escluse istologia cribriforme/intraduttale e GG3 forte.
- Follow-up: PSA ogni 6 mesi, ER annuale, rebiopsia ogni 2–3 anni forte; il passaggio al trattamento va basato sulla progressione bioptica debole.
Trattamento della malattia localizzata
- Intermedio: prostatectomia radicale (nerve-sparing se basso rischio di estensione extracapsulare) forte; RT IMRT/IGRT 76–78 Gy o ipofrazionata moderata + ADT 4–6 mesi forte; LDR-BT negli intermedi favorevoli con buona funzione urinaria forte; ultra-ipofrazionamento negli intermedi favorevoli debole.
- Alto rischio: prostatectomia in pazienti selezionati con linfoadenectomia estesa forte; RT + ADT 2–3 anni forte.
- Localmente avanzato: RT + ADT ≥ 2 anni forte; nei cN0 con ≥ 2 fattori (cT3–4, GG ≥ 8, PSA ≥ 40) e nei cN1: aggiungere abiraterone per 2 anni forte.
- Terapie focali o whole-gland (HIFU, crioterapia): solo in studi clinici/registri nel basso-intermedio rischio, non nell'alto rischio forte.
- Stadiazione: nessun imaging aggiuntivo nel basso/intermedio favorevole forte; PSMA-PET/TC nell'intermedio sfavorevole debole e nell'alto rischio/localmente avanzato forte.
Recidiva biochimica
- Dopo prostatectomia: PSMA-PET se cambia la gestione debole; RT di salvataggio precoce dopo due rialzi consecutivi del PSA, ≥ 64 Gy forte, con ormonoterapia associata debole.
- Recidiva ad alto rischio senza metastasi (PSA-DT ≤ 9 mesi, profilo EMBARK): enzalutamide + ADT forte; non ADT se PSA-DT > 12 mesi forte.
Malattia metastatica
- mHSPC: no ADT da sola nei pazienti idonei alla combinazione forte. ADT + ARPI (abiraterone, apalutamide, enzalutamide forte; darolutamide debole); triplette ADT + docetaxel + abiraterone o darolutamide nei pazienti idonei ad alto volume forte; RT sul primitivo nel basso volume forte. Test HRR/BRCA (niraparib + abiraterone) debole. Nuove sezioni 2026 su ARPI + PARPi (AMPLITUDE) e ARPI + inibitore di AKT (CAPItello-281).
- mCRPC: test molecolari forte; PARP-inibitori in combinazione o monoterapia nei portatori di alterazioni HRR/BRCA forte; docetaxel, cabazitaxel, radio-223 secondo sequenza forte; 177Lu-PSMA-617 dopo ARPI e docetaxel nei pazienti PSMA-positivi forte.
- Salute ossea: DXA all'inizio dell'ADT a lungo termine, calcio/vitamina D e denosumab o bifosfonati forte.
AUA 2026
L'AUA ha aggiornato nel 2026 tutte e tre le linee guida sul tumore della prostata:
- Diagnosi precoce (AUA/SUO, febbraio 2026): aggiornamenti su esplorazione rettale, inibitori della 5-alfa-reduttasi, personalizzazione degli intervalli di screening, RM prima della prima biopsia, biopsia sistematica e uso dei biomarcatori.
- Malattia localizzata (AUA/ASTRO 2026): sostituisce l'edizione 2022. Niente stadiazione di routine (scintigrafia, TC o PSMA-PET) nel rischio basso e intermedio favorevole; nel rischio intermedio sfavorevole e alto, stadiazione con TC + scintigrafia oppure PSMA-PET. Ablazione focale o whole-gland ancora considerata sperimentale; nell'alto rischio/localmente avanzato possibile associare abiraterone + prednisone per 24 mesi ad ADT e radioterapia.
- Malattia avanzata (AUA/SUO 2026): la terapia di combinazione diventa lo standard in quasi tutte le fasi di malattia, con maggiore enfasi su test genetici e molecolari, imaging e salute ossea.
Focus: HIFU e terapie focali
L'HIFU (High Intensity Focused Ultrasound) distrugge il tessuto tumorale con ultrasuoni focalizzati per via transrettale. Può trattare l'intera ghiandola (whole-gland), una parte di essa (subtotale/emi-ablazione) o solo la lesione indice (terapia focale), e può essere usato come trattamento di salvataggio dopo radioterapia. Le società scientifiche ne danno oggi valutazioni diverse.
EAU 2026
- Terapie whole-gland o focali (HIFU, crioterapia e altre energie) nel rischio basso e intermedio: solo all'interno di studi clinici o registri prospettici forte.
- Non raccomandate nella malattia ad alto rischio né nella localmente avanzata forte.
- Recidiva locale dopo radioterapia, confermata da biopsia: HIFU o crioterapia di salvataggio solo all'interno di studi clinici debole. Alternative: prostatectomia, brachiterapia o SBRT di salvataggio in centri esperti forte.
AUA/ASTRO 2026
- Nei pazienti a rischio basso e intermedio va spiegato che l'ablazione focale o dell'intera ghiandola è ancora considerata sperimentale (investigational).
NICE (Regno Unito, IPG756 – 2023, oggi HTG667)
- HIFU focale nel tumore localizzato: sicurezza adeguata ma prove di efficacia limitate. Da eseguire solo con modalità speciali di governance clinica, consenso informato e audit oppure in ricerca, con selezione dei pazienti da parte di un team multidisciplinare.
AFU (Francia, aggiornamento 2025)
- L'Associazione Francese di Urologia riconosce l'HIFU whole-gland come opzione terapeutica nel rischio intermedio per i pazienti con le caratteristiche dello studio HIFI.
Lo studio HIFI
Studio prospettico francese, multicentrico (46 centri), non randomizzato, di non inferiorità: 3.328 pazienti a rischio basso-intermedio, 1.967 trattati con HIFU whole-gland o subtotale e 1.361 con prostatectomia radicale (Ploussard G. et al., Eur Urol 2024). A 30 mesi la sopravvivenza libera da trattamenti di salvataggio è risultata non inferiore con HIFU, con minore peggioramento della continenza (29% contro 44% a 12 mesi) e della funzione erettile; ritenzione urinaria nel 10% circa dei pazienti trattati con HIFU. Limiti: assenza di randomizzazione ed età molto diversa tra i gruppi (mediana 74,7 contro 65,1 anni). Gli autori raccomandano cautela e follow-up più lunghi.
In sintesi: l'HIFU è una tecnica consolidata per sicurezza ed effetti collaterali contenuti. Le linee guida europee e americane la riservano ancora a studi clinici o registri, mentre quelle francesi la riconoscono già come opzione terapeutica nel rischio intermedio selezionato. La scelta va condivisa con il paziente, chiarendo i dati disponibili e le incertezze sul lungo periodo.
Il contesto italiano
L'ultima linea guida SIU sul tumore della prostata è l'edizione 2021; a livello nazionale il riferimento nel Sistema Nazionale Linee Guida dell'ISS è la linea guida AIOM sul carcinoma della prostata, elaborata con la partecipazione delle società urologiche. L'AURO non ha pubblicato aggiornamenti recenti.
Fonti ufficiali
- EAU-EANM-ESTRO-ESUR-ISUP-SIOG Guidelines on Prostate Cancer (2026) – testo completo e pocket guidelines
- EAU – Summary of changes 2026
- AUA/ASTRO – Clinically Localized Prostate Cancer (2026)
- AUA/SUO – Early Detection of Prostate Cancer (emendamento 2026)
- AUA/SUO – Advanced Prostate Cancer (emendamento 2026)
- SIU – Linee guida tumore della prostata (2021)
- NICE – Focal therapy using HIFU for localised prostate cancer (IPG756 / HTG667) – 2023
- AFU – Raccomandazioni del Comitato Cancro 2025: sintesi delle modifiche
- Ploussard G. et al. – Studio HIFI: HIFU vs prostatectomia radicale – Eur Urol 2024
Sintesi a cura del Dott. Giovanni Casetta, aggiornata a ottobre 2026. Le raccomandazioni sono riassunte e tradotte liberamente: per l'applicazione clinica fa fede il testo ufficiale delle linee guida. Le informazioni non sostituiscono la visita specialistica. Legenda: forte debole = forza della raccomandazione EAU.